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18 gennaio 2012

Un’agenda digitale per l’Italia: le proposte dell’Agcom

Diritto e Internet (Copyright immagine clix) « In un documento a Governo e Parlamento un pacchetto di misure per
modernizzare il Paese, semplificare adempimenti, ridurre costi
amministrativi, liberare risorse a sostegno della crescita

In relazione all’imminente adozione  delle misure pro-liberalizzazione per
sostenere la crescita, Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,
presieduto da Corrado Calabrò, ha inviato una segnalazione al Governo e al
Parlamento nella quale si propone l’adozione di un’agenda digitale per l’Italia
in grado di governare la modernizzazione del Paese instradandola sulle reti e i
servizi di nuova generazione. Il testo della segnalazione è disponibile sul sito
dell’Autorità all’indirizzo www.agcom.it

L’Autorità auspica che la “Legge sulla concorrenza” sia il veicolo per l’istituzione
dell’agenda digitale per l’Italia, documento programmatico e operativo che,
attraverso precise politiche e adeguati strumenti, deve indicare una  road map
per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda  digitale comunitaria, che vengono così
recepiti. A tal fine è necessaria  una cabina di regia gestita dal Ministro dello
sviluppo economico che coordini e renda trasparente l’azione dei vari attori
coinvolti (Governo, Regioni, Enti locali, Autorità).

In quest’ottica l’Agcom propone anche una  serie di interventi legislativi
correlati  all’evoluzione del settore delle comunicazioni, e cioè misure di
semplificazione degli adempimenti burocratici e amministrativi nonchè iniziative a
costo zero - o comunque diverse dagli investimenti diretti – per facilitare la
creazione di un ecosistema digitale e fluidificare il percorso di aziende e cittadini
nella produzione e fruizione dei contenuti digitali.

Le proposte vogliono essere uno stimolo alla progressiva azione del Governo e del
Parlamento in materia di rilancio della crescita attraverso il settore delle
tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ch’è oggi il principale  driver
dello sviluppo economico. Il principio ispiratore dell’intervento è di porre il
cittadino al centro della svolta digitale e non di considerarlo mero consumatore di
tecnologie, talora di complessa fruizione. 

Ecco i principali campi di azione individuati e alcuni interventi puntuali da
adottare:
• adozione di una politica dello spettro radio, valorizzando le risorse
frequenziali e liberando più risorse per la larga banda;
• promozione delle reti tlc di nuova generazione: semplificazione delle
procedure amministrative con abolizione delle autorizzazioni, concessioni e
di tutti gli altri atti amministrativi non indispensabili; condivisione dei lavori
di scavo da parte di differenti fornitori di servizi a rete (elettricità, gas,
acqua, ecc); 
• incentivi alla circolazione dei contenuti digitali per favorire un ambiente più
concorrenziale nell’accesso alle risorse per i media;
promozione delle transazioni on line attraverso norme pro-digitalizzazione
improntate alla riduzione dei costi e degli adempimenti oltre che alla facilità
di accesso ai contenuti digitali, che sono un diritto per il cittadino;
• sviluppo della moneta elettronica e dell’e-commerce: diffusione delle
tecnologie “near field communication” per i pagamenti in mobilità;
possibilità di notifica degli atti giudiziari e delle infrazioni al codice della
strada a mezzo di posta elettronica certificata; nullità delle clausole
contrattuali in accordi di distribuzione che  vietino la vendita diretta su
canale on line; 
• alfabetizzazione digitale, utilizzando il canale scolastico e dei media;
• uso sociale della tecnologia: mercato del lavoro e sanità digitale.

La realizzazione dell’agenda digitale per l’Italia rappresenta una  priorità per
accelerare la crescita e lo sviluppo del Paese in un momento in cui se ne avverte
così fortemente la necessità per sbloccare l’attuale stagnazione dell’economia e
per creare un ambiente in cui possano proiettarsi le nuove generazioni. 
Il passaggio ad un’economia digitale di sistema diventa uno snodo cruciale per
transitare da un modello di economia di redistribuzione ad uno di crescita. 

E’ tempo di agire. La scarsità di risorse non può costituire un alibi all’inazione sia
perché molte riforme sono a costo zero  sia perché bisogna guardare al rapporto
costi-benefici: non basta ridurre il debito pubblico, quello che più conta è il
rapporto tra deficit e Pil.

Roma, 12 gennaio 2012 »

 

Fonte: www.agcom.it

 

 

www.iusreporter.it

A cura dell'Avv. Giuseppe Briganti

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