Dal comunicato Unioncamere del 28/10/2011:
« VIII Settimana Nazionale della Conciliazione delle Camere di commercio
Giustizia: in sei mesi 80 milioni di euro risparmiati
dagli italiani grazie alla mediazione
9mila le richieste arrivate alle Camere di commercio
Soluzione in 43 giorni, costi 10 volte meno che in tribunale
Roma, 28 ottobre 2011 – Conciliare conviene e gli italiani, pian piano, sembra se ne stiano accorgendo. Almeno questo è quanto emerge dalla lettura dei primi dati sulle procedure di mediazione condotte a termine dalla rete dei servizi di conciliazione delle Camere di commercio tra il 21 marzo – data in cui è entrata in vigore la mediazione obbligatoria introdotta dal Decreto Legislativo n. 28 del 2010 di riforma della materia – e il 30 settembre scorso.
Nei 194 giorni presi in considerazione dall’Osservatorio di Unioncamere sulla Conciliazione - in concomitanza con l’VIII edizione della Settimana Nazionale della Conciliazione che si tiene dal 24 al 30 ottobre in tutte le Camere di commercio italiane - le richieste di mediazione complessivamente depositate presso gli uffici camerali sono state 8.709, il 73% delle quali al 30 settembre risultava già definito. Di queste, nel 44% dei casi la controparte ha accettato di presentarsi davanti al mediatore e quattro volte su dieci la mediazione si è conclusa con un accordo ritenuto soddisfacente da entrambe le parti, con una durata media di 43 giorni lavorativi ed un costo pari – sempre in media – a circa il 3,5% del valore della controversia.
“Una giustizia rapida, poco costosa, e al tempo stesso rispettosa dei diritti delle parti è possibile e lo stiamo dimostrando" ha commentato il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello. "L’attività delle Camere di Commercio dimostra che la mediazione civile e commerciale è una risposta efficace che incontra le esigenze delle imprese e dei cittadini e che può alleggerire il carico di lavoro dei Tribunali e, dunque, contribuire concretamente a rendere più snella ed efficace l'amministrazione della giustizia, uno degli obiettivi richiamati nella recente lettera d'intenti dell'Italia all'Unione Europea. Le quasi 9mila richieste depositate presso i servizi di conciliazione delle Camere di Commercio, in questi primi sei mesi della riforma, rappresentano una quota di mercato pari al 26% del totale delle mediazioni. Un dato ancora più significativo considerando che gli Organismi di mediazione accreditati dalle Camere di commercio rappresentano solo il 13% dei circa 600 organismi del Registro del Ministero della Giustizia. E’ un risultato importante perché testimonia il ruolo di sistema di riferimento che le Camere di commercio hanno costruito in questi anni sul territorio e perché certifica la bontà dei nostri sforzi per diffondere la cultura della giustizia alternativa, in risposta alla congestione di quella ordinaria”.
La conciliazione delle Camere di commercio nel 2011
Tra marzo e settembre le richieste di procedimenti di mediazione depositate presso gli 83 Organismi istituiti dalle Camere di commercio - iscritti all’apposito Registro presso il Ministero della Giustizia - è cresciuto ad un ritmo medio di quasi 1.500 richieste al mese, fino a raggiungere gli 8.709 procedimenti complessivamente depositati alla fine del periodo. Entro la fine dell’anno si prevede che alle Camere di commercio giungano circa 13.000 richieste che, sommate a quelle pervenute nei primi tre mesi, portano il totale atteso a circa 20.000 procedimenti per l’intero 2011.
Il bilancio dei territori
Nel periodo che va dall’entrata in vigore della mediazione obbligatoria alla fine di settembre, l’affluenza maggiore di richieste di conciliazione (il 34% del totale) si è registrata nelle Camere di commercio del Nord-Est. Oltre un quarto hanno riguardato quelle del Nord-Ovest, più di un quinto quelle del Sud e delle Isole e solo una su 6 (il 18%) ha interessato le Camere di commercio del Centro Italia.
L’esito dei procedimenti
Analizzando l’insieme dei 6.319 procedimenti giunti a definizione presso le Camere di commercio nel periodo considerato, nel 44% dei casi la parte invitata in mediazione si è effettivamente presentata davanti al mediatore e, nel 39% dei casi, è stato raggiunto un accordo positivo. Guardando poi all’evoluzione mensile delle mediazioni definite, si può notare come la percentuale di quelle in cui si giunge ad un accordo tra le parti sia cresciuta dal 26% del periodo marzo-aprile al 55% del mese di settembre e come, da luglio in poi, la quota dei successi sia sempre risultata superiore a quella degli insuccessi.
Conciliare conviene: in sei mesi UN RISPARMIO DI 80 milioni di euro per cittadini e imprese
Il consuntivo delle attività di mediazione delle Camere di commercio nei primi sei mesi dall’introduzione dell’obbligatorietà - per le tipologie di controversie indicate dalla legge – evidenzia l’estrema convenienza della giustizia alternativa rispetto alla via ordinaria, sia in termini di costi sia in termini di tempi per la soluzione delle controversie.
Sotto il primo profilo, il confronto tra il costo medio di una procedura di mediazione presso le Camere di commercio e quello di una causa davanti al giudice ordinario - stimato dalla Banca Mondiale nel suo tradizionale rapporto «Doing Business» - dimostra come la prima incida per circa il 3,5% del valore della controversia, mentre nel secondo caso, far valere il proprio diritto costa il 29,9% del valore della causa. In altri termini, ciò significa che in media ogni conciliazione costa quasi dieci volte di meno di una causa che finisca in tribunale. Considerando che il valore medio delle conciliazioni gestite dalle Camere di commercio tra la fine di marzo e la fine di settembre è stato pari a 73.700 euro, si può concludere che il ricorso alla conciliazione presso le Camere abbia generato un risparmio effettivo di oltre 21 milioni di euro.
Applicando gli stessi parametri all’intero mercato delle mediazioni del periodo (che il Ministero della Giustizia indica in 33.685 procedimenti, dall’entrata in vigore della mediazione obbligatoria e fino alla fine di settembre), si può stimare che il risparmio realizzato a livello complessivo si avvicini agli 80 milioni di euro. Se poi, anziché limitarsi a considerare le sole conciliazioni giunte a buon fine, si prendessero in considerazione tutte le conciliazioni definite, nel caso tutte si fossero concluse con un accordo tra le parti il risparmio potenziale raggiunge quasi i 125 milioni di euro per le procedure svolte presso le Camere di commercio, e quasi i 500 milioni di euro per l’intero sistema.
fino a 10.000 euro l’accordo si raggiunge nel 70% dei casi
Mettendo in relazione il valore delle mediazioni e l’esito delle procedure, emerge chiaramente come gli italiani - in questi primi sei mesi di vita della riforma - abbiano riconosciuto l’utilità della conciliazione soprattutto per le vertenze di importo più modesto.
Scomponendo la quota del 55% delle mediazioni concluse con successo nel trimestre luglio-settembre, si può osservare come nelle vertenze fino a 1.000 euro di valore, la probabilità che la mediazione si concluda con un accordo tra le parti raggiunge quasi il 90% dei casi. Se poi il valore sale a 5.000 euro, la probabilità di un accordo si attesta al 75%, mentre se si sposta l’asticella fino a 10.000 euro (valore entro il quale si colloca il 53% di tutte le procedure gestite dalle Camere) la probabilità di raggiungere un accordo soddisfacente si mantiene vicina al 70%.
Natura delle controversie
Nell’ultimo trimestre il 69% dei procedimenti ha riguardato temi per i quali è obbligatorio il ricorso alla mediazione. Analizzando la distribuzione delle mediazioni giunte allo stadio della definizione della controversia, la categoria più gettonata dai ricorrenti è quella dei diritti reali. Quasi una controversia su sei (il 16,2%) tra quelle sottoposte ai Servizi di conciliazione camerali e giunta alla definizione, ha avuto a che fare con la proprietà o l’uso di beni immobili.
Tutte le altre – ad eccezione della categoria dei contratti di locazione, che rappresenta il 10,2% dei casi – si collocano al di sotto della soglia del 10%, a testimonianza che la mediazione non si presta a risolvere solo poche tipologie di vertenze ma che, invece, riesce a dare risposte concrete alla domanda di giustizia di cittadini e imprese in numerosi settori. Oltre a quelle già citate, tra le tematiche più ricorrenti si segnalano le mediazioni sui contratti bancari (8,8%), su quelli assicurativi (7,5%), sul risarcimento danni da responsabilità medica (5,7%), sulle divisioni di beni (5,1%) e sulle successioni ereditarie (4,8%). Infine, aggregando tra loro le categorie più affini, si può notare come il settore dei contratti bancari, assicurativi e finanziari concentri il 20% di tutte le mediazioni dell’ultimo trimestre ».
Fonte: www.unioncamere.gov.it
A cura dell'Avv. Giuseppe Briganti
Avvocato e mediatore professionista
La Guida sulla mediazione civile e commerciale di Iusreporter.it
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