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05 settembre 2011

La Corte di Giustizia interviene sulle aste online. Cara eBay, nell’UE c’e’ un limite a tutto – Iusreporter.it

Diritto e Internet (Copyright immagine khz) IR Documenti

La Corte di Giustizia interviene sulle aste online. Cara eBay, nell’UE c’e’ un limite a tutto

"Il gestore di un mercato online (eBay) è responsabile per le sue aste quando, in relazione alle stesse, svolge un ruolo attivo che gli permette di avere conoscenza o controllo circa i dati memorizzati sui suoi server, ruolo che consiste, in particolare, nell’ottimizzare la presentazione delle offerte in asta o nel promuoverle. Quando anche non abbia svolto un ruolo attivo, in un'azione risarcitoria conseguente a talune vendite effettuate sul suo sito, non può tuttavia avvalersi dell’esclusione di responsabilità prevista dalla Direttiva 2000/31/CE, quando sia stato al corrente di fatti o circostanze in base ai quali un operatore diligente avrebbe dovuto constatare l’illiceità delle aste di che trattasi e, di conseguenza, non abbia prontamente agito per rimuovere le inserzioni incriminate o disabilitarne l'accesso."

E' questo in sostanza quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell'Unione europea in Grande Sezione con la sentenza del 12 luglio 2011 a proposito del ruolo di eBay e della posizione responsabilistica per le vendite all'asta operate sul suo sito. Una pronuncia incidentale e meramente interpretativa di talune disposizioni comunitarie (tra cui quelle della Direttiva sull'e-commerce), ma che di peso si inserisce nell'ormai pluriennale contenzioso in materia d'aste online che vede contrapposti da un lato la multinazionale francese L'Oréal e dall'altro il gruppo eBay. Reo di permettere la vendita non autorizzata sul proprio sito di alcuni prodotti del colosso della cosmesi.

Ben dieci le questioni pregiudiziali sottoposte al vaglio della Corte di Giustizia UE, tutte sollevate dalla High Court of Justice (l'Alta Corte di Giustizia d'Inghilterra e Galles) nel corso di un procedimento -parallelo ad altri in Europa- promosso da L'Oreal nei confronti di eBay e di alcuni suoi venditori per aver permesso la conclusione di transazioni commerciali in violazione dei suoi diritti di proprietà industriale.

I fatti che avrebbero portato alla causa risalirebbero precisamente al 2007, quando la L'Oréal, notando la presenza di prodotti venduti illegalmente sul sito inglese ebay.co.uk, aveva manifestato "preoccupazione" a eBay per la sorte dei propri marchi.

Dei 17 articoli da cui è scaturito il contenzioso, 2 sarebbero risultati contraffatti, mentre i restanti 15 avrebbero violato a vario titolo i diritti di alcuni marchi di L'Oréal in quanto non vendibili, destinati al mercato del Nord America e non europeo o commercializzati senza confezione...

 

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www.iusreporter.it

A cura dell'Avv. Giuseppe Briganti

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