Un concorso nei licei, tre mostre, borse di studio, un sito web, un gioco a premi e un app per rilanciare la funzione sociale dell’avvocato
Roma 25/3/2011. « Rilanciare il nucleo fondante dell’attività dell’avvocato, il legame con la
democrazia e la tutela dei diritti, oggi appannato dalla crisi economica, da una fraintesa concorrenza
tre le professioni, dalla erosione della tutela del diritti anche negli ordinamento democratici.
E’ questo l’obiettivo principale che il Consiglio nazionale forense si propone celebrando il 2011
come anno dell’avvocatura, in coincidenza con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Il Cnf ha
messo in cantiere una serie di iniziative, che si svilupperanno nell’arco di tutto l’anno e anche oltre,
volte a sollecitare l’opinione pubblica sul ruolo insopprimibile dei legali, nel recupero della
funzione etico-sociale dell’avvocatura. Funzione che si declina in tante forme: il contributo che
rappresentanti della classe forense hanno fornito nel corso della storia per la costruzione della
democrazia e della tutela dei diritti, anche a costo della vita; le attività che gli avvocati
quotidianamente svolgono al servizio del sistema giustizia: dai compiti assegnati per legge come la
difesa d’ufficio o il gratuito patrocinio fino a compiti di supporto operativo al funzionamento degli
uffici giudiziari: la supplenza ai cancellieri; il supporto ai tribunali anche in termini materiali
fornendo carta e fotocopiatrici; il valore aggiunto che l’attività di assistenza legale garantisce ai
cittadini anche fuori dai tribunali, fornendo una visione complessiva e imparziale opportunità/costi
delle scelte legali.
“La funzione dell’avvocato è coessenziale all’esistenza della democrazia e l’avvocatura non ha fatto
mai mancare il suo apporto negli snodi più drammatici o emblematici della storia d’Italia”, ha
sottolineato Alpa introducendo le mostre durante la conferenza stampa di presentazione che si è
tenuta oggi a Roma.
“Ci preoccupa un sotterraneo ridimensionamento del ruolo dell’avvocato, perpetrato attraverso tante
leggi. L’avvocatura deve rimanere autonoma, libera e indipendente come presidio della
democrazia”, ha evidenziato Enrico Merli, coordinatore del gruppo di lavoro Immagine
dell’avvocatura.
Qualche dato può testimoniare le attività che gli avvocati svolgono quotidianamente per contribuire
al buon funzionamento della macchina giudiziaria.
Patrocinio a spese dello Stato. Secondo l’ultima Relazione al parlamento del ministro della
giustizia (Doc XCVI), i Consigli del’Ordine, nel 2008 (ultimi dati disponibili), sono stati impegnati
nel decidere su circa 41mila istanze di ammissione al patrocinio a spese dello stato nella sola
materia civile. Gli importi liquidati per onorari ai difensori per patrocinio a spese dello stato sono
stati oltre 17milioni350mila euro. Ma la relazione, pur non conferendo i dati sull’effettivo
pagamento, evidenzia un grande problema tutto sulle spalle degli avvocati: “Si ritiene opportuno
sottolineare il grave problema del mancato o ritardato pagamento dei compensi liquidati agli
avvocati, per le prestazioni rese nell’esercizio del mandato difensivo in favore degli assistiti, Il
disservizio deriva principalmente dalla carenza di fondi(…)”.Funzioni di supplenza nella giurisdizione. Gli avvocati partecipano in prima persona alla
giurisdizione tramite la magistratura onoraria. Secondo i dati del Consiglio superiore della
magistratura sono 2500 i giudici di pace, 1802 i giudici onorari di tribunale e 1648 i viceprocuratori
onorari.
Compiti dei Consigli dell’Ordine. Da ultimo il decreto legislativo 28/2010 sulla Mediazione ha
previsto la istituzione presso i tribunali degli organismi di conciliazione dei Consigli dell’Ordine,
avvalendosi del proprio personale. Non solo. Il decreto ministeriale (articolo 9) fa obbligo
all’organismo di conciliazione di procedere alla mediazione, anche a favore dei soggetti che
sarebbero ammessi al patrocinio a spese dello stato, non previsto per questa procedura. Le relative
spese, dunque, rimangono a carico dell’Organismo di mediazione.
L’impegno dell’avvocatura nella giustizia è quindi massimo, ma non sempre a questo corrisponde
una adeguata percezione da parte dell’esterno. Ed è questo gap che il Cnf vuole recuperare con
l’Anno dell’Avvocatura.
Strumenti di comunicazione La strada scelta non è stata quella di una campagna di comunicazione
di natura “pubblicitaria”, non ritenuta pertinente, bensì di iniziative che sollecitino i vari target
(cittadini, avvocati, politica) a riflettere sull’essenza della professione forense (cittadini, politica) e a
recuperare da parte degli iscritti all’albo l’appartenenza a una categoria ancorata a valori ancora
attivi.
Concorso nelle scuole. Il Cnf ha bandito un concorso volto agli studenti dei licei classici e
scientifici di Roma, dal titolo “L’avvocato leva di modernità tra passato, presente e futuro” per la
elaborazione di testi scritti, teatrali e lavori multimediali che illustrino il contributo che i
rappresentanti della classe forense hanno garantito alla costruzione della civiltà, in particolare alla
difesa dei diritti, alla costruzione di regimi democratici. Cicerone era avvocato, Sant’Agostino
anche e poi altri ancora: Carlo Goldoni, Nelson Mandela, Gandhi, Vincenzo Cuomo, Pietro
Calamandrei. Figure simbolo del sacrificio nel nome della legalità come quella di Giorgio
Ambrosoli e di Fulvio Croce. Fino ad arrivare alla cronaca recentissima degli avvocati che nei paesi
governati dai regimi dittatoriali hanno abbracciato e sostenuto le rivolte in Turchia, in Egitto, in
Libia.
Le scuole, peraltro, sono state anche invitate a visitare le tre mostre che il Cnf allestisce nella sede
di via del Governo vecchio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario forense,
cerimonia che si terrà alla presenza del ministro della giustizia il prossimo 30 marzo.
Le mostre. In particolare si tratta dello spazio divulgativo “I tuoi diritti. Il mondo che ami”, già
allestito al festival della giustizia di Rimini e in occasione del VI Congresso di aggiornamento
forense: uno spazio interattivo tra videowall, due chiostri telematici che richiamano i visitatori a
“giocare” anche con i “luoghi comuni” che investono la figura dell’avvocato, dalla manzoniana
parodia dell’Azzeccagarbugli alla presunta spirale perversa tra lunghezza dei processi e ruolo
dell’avvocato; ad orientarsi nella professione di avvocato attraverso un glossario che traduce
sinteticamente i valori/le istituzioni/le attività proprie dei legali; a leggere il codice deontologico
forense che disegna l’etica alla quale l’avvocato è tenuto, a vantaggio dei cittadini.
In secondo luogo, il Cnf esporrà la mostra “Fulvio Croce. Il coraggio del dovere” che illustra con
testimonianze fotografiche e documentali la vicenda dell’avvocato Croce, presidente dell’Ordine
degli avvocati di Torino che, nonostante le minacce di morte, accettò l’incarico di difensore d’ufficio nel processo che nel 1976 si aprì a Torino contro il nucleo storico delle Brigate Rosse, la
più conosciuta e pericolosa delle formazioni terroristiche di quel periodo. Croce fu assassinato il 28
aprile del 1977.
La terza mostra, intitolata “Avvocati ebrei. I diritti negati”, indaga per quanto attualmente si può,
una storia buia della classe forense: la persecuzione che colpì durante le leggi razziali gli avvocati
di razza ebraica. Il Cnf espone non solo i registri e l’albo dei Cassazionisti da cui risultano le
cancellazioni dei legali ebrei in ottemperanza alle leggi razziali, ma anche documenti raccolti dalle
famiglie di alcuni di questi.
Il sito. Il Cnf ha anche creato un sito ad hoc (www.2011annodellavvocatura.it) in cui raccogliere le
notizie sugli eventi dell’anno dell’avvocatura ed ha inviato una lettera ai presidenti degli Ordini
locali per sensibilizzarli sulle varie iniziative e coinvolgerli nella loro riproposizione in sede locale.
Come eventi- format si è pensato a corsi sulla funzione etico-sociale dell’avvocato da avviare
tramite le scuole forensi e seminari sullo stesso tema da tenere nelle facoltà di giurisprudenza.
Le altre iniziative. Nel corso dell’anno si svilupperanno altre iniziative, più a lunga scadenza. Il
Cnf ha intenzione di progettare un gioco a premi, da veicolare attraverso Internet, che verta sui temi
dell’anno dell’avvocatura. I vincitori avrebbero un riconoscimento simbolico mentre i premi
materiali consisterebbero in investimenti a supporto del buon funzionamento del sistema
giudiziario.
Un’altra iniziativa potrebbe essere quella di formulare una Guida per la scelta dell’avvocato da
veicolare tramite I-phone.
Infine, sono previste borse di studio per i ricercatori che partecipano al progetto di storia
dell’Avvocatura, avviato dieci anni fa e progressivamente realizzato con la pubblicazione di
rilevanti saggi e cerimonie di gemellaggio con le avvocature di altri paesi europei.
I Progetti Comunitari. Nell’Anno dell’avvocatura, ancora, il Cnf sta dando corso a una serie di
progetti comunitari, in parte legati a funzioni di servizio; in parte alla difesa dei diritti umani.
Nel primo ambito si annovera il progetto Find a lawyer, volto alla creazione di un albo europeo
degli avvocati per una ricerca qualificata del legale in sede europea. Nel secondo, sta procedendo il
progetto Avvocati al servizio degli Avvocati, per contribuire alla diffusione della cultura giuridica in
materia dei diritti dell’uomo e per garantire l’incolumità e la sicurezza degli avvocati che lavorano
in questo settore. Questo progetto ha la finalità di rafforzare la tutela degli avvocati che lavorano nel
settore dei diritti dell’uomo e che operano in paesi-guida extraeuropei: Algeria, Colombia e
Armenia. L’Italia si relazionerà con l’Algeria. Le attività del Cnf si dispiegheranno attraverso
sessioni di formazione degli avvocati algerini presso le sedi di alcuni Consigli dell’Ordine in
Algeria ».
Fonte: www.2011annodellavvocatura.it
A cura dell'Avv. Giuseppe Briganti



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