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23 giugno 2010

CNF E MEDIAZIONE: LA DISCIPLINA ATTUALE RISCHIA DI FAR IMPLODERE IL SISTEMA. OCCORRONO CORRETTIVI LEGISLATIVI MA ANCHE I REGOLAMENTI DEGLI ORGANISMI SARANNO UTILI

Conciliazione nelle controversie civili e commerciali (Copyright foto olly - Fotolia.com) 22/06/2010 - Inviata agli Ordini forensi una circolare firmata dal presidente del CNF Guido Alpa sull’attuazione del decreto delegato 28/2010

Il comunicato del CNF:

“L’avvocatura non è contraria al sistema della conciliazione pre-contenziosa, prevista dalla direttiva comunitaria, ma è contraria ad un sistema che così come congegnato, non è in grado di funzionare e, se messo in atto senza i correttivi suggeriti, avrà un impatto negativo sull’accesso alla giustizia e sulla difesa dei diritti”.

Così scrive il presidente del Consiglio nazionale forense, Guido Alpa, in una circolare (n. 18-C/2010) indirizzata ai presidenti dei Consigli degli Ordini, all’Oua e alle associazioni forensi e inviata per conoscenza al ministro della giustizia Angelino Alfano, ai presidenti di Camera e Senato e ai presidenti delle commissioni giustizia dei due rami del Parlamento, per fare il punto sulla attuazione del discusso decreto delegato 28/2010 che ha disciplinato la introduzione del mediazione, prevedendola come obbligatoria per alcune materie e stabilendo che, presso ogni tribunale, il Consiglio dell’Ordine può costituire un organismo di conciliazione.

Le perplessità da sempre avanzate dal Cnf al ministero della giustizia, pur nell’ottica di una collaborazione istituzionale, e che hanno riguardato sia il profilo legislativo che quello organizzativo (legato agli oneri non solo finanziari che gravano sui Coa), sono tutt’ora sul tappeto e il timore espresso da Alpa è che esse possano far implodere il sistema, facendo ricadere sull’avvocatura il suo mancato funzionamento e permettendo agli altri Ordini professionali “di occupare tutti gli spazi possibili”, provocando “un danno incalcolabile e irrimediabile agli avvocati e all’immagine stessa dell’avvocatura”.

Sotto il primo aspetto, nella circolare Alpa suggerisce di raccogliere le firme di parlamentari disponibili a presentare un progetto di legge correttivo “che tenga conto delle osservazioni del Cnf, degli Ordini e delle associazioni”.

I punti di intervento sono elencati di seguito:
1. Abolizione della obbligatorietà della mediazione, atteso che la direttiva non la impone.
2. Rinvio della attuazione dell’intero sistema, per consentire agli Ordini di predisporre gli organismi e per formare i mediatori;
3. Verifica dei settori considerati e graduale applicazione del sistema.
4. Verifica annuale degli effetti del sistema.
5. Previsioni di sostegno finanziario agli organismi e alle parti che si avvalgono del gratuito patrocinio;
6. Ope legis per l’iscrizione nel registro degli enti formatori;
7. Riduzione alla sanzione disciplinare delle sanzioni previste per omessa informazione del cliente;
8. Soppressione dei rimedi di invalidazione (annullabilità, ndr) del contratto di mandato per omessa informazione del cliente.

In secondo luogo, nella circolare Alpa richiama l’attenzione dei presidenti dei Consigli dell’Ordine sulle scelte che possono essere fatte, a legislazione vigente, nel regolamento di mediazione che ogni organismo dovrà redigere. Scelte che possono contribuire ad alleviare gli oneri su di essi e testare l’applicazione della legge. La circolare ricorda infatti che il regolamento potrà disporre:

1. La scelta delle materie per le quali la conciliazione è obbligatoria; e quindi stabilire per quali materie l’organismo offrirà il servizio e per quali, invece, non sarà disponibile;
2. I tempi nei quali graduare – fatta questa scelta – l’attivazione della conciliazione nelle materie prescelte;
3. La facoltà, o meno, del mediatore di effettuare la proposta; in altri termini, l’Ordine, e quindi l’organismo, possono scegliere se consentire al mediatore di fare la proposta alle parti oppure escludere che il mediatore, preso atto del fallimento della conciliazione, faccia qualsiasi proposta;
4. La facoltà o meno dell’organismo di avvalersi di altri organismi, anche per singoli casi da sottoporre al mediatore;
5. La facoltà o meno dell’ organismo di avvalersi soltanto di conciliatori/mediatori che siano iscritti all’ albo professionale forense; il CNF ha allo studio la predisposizione di un programma informatico per la gestione degli adempimenti da parte delle segreterie degli Organismi di conciliazione forensi;
6. La facoltà o meno dell’ organismo di effettuare conciliazioni gratuitamente a favore di parti che, per l’attività contenziosa, avrebbero diritto al gratuito patrocinio;
7. Non è certo se il regolamento possa anche disporre che le parti siano assistite dai difensori; depone a favore di questa soluzione il fatto che il testo del decreto delegato non reca più l’espressione “senza ministero di difensore”.

Alpa ricorda anche che, in attesa dell’ approvazione del decreto attuativo, gli Ordini potrebbero iscriversi al registro degli organismi di conciliazione societaria nel più breve tempo possibile; e che è in corso di verifica la possibilità per il Consiglio nazionale forense, per la Scuola superiore dell’ Avvocatura, per le Scuole forensi, di essere iscritti d’ufficio agli organismi di formazione.

Quanto agli avvocati, il presidente del Cnf fa presente che è in corso di verifica con il ministero della giustizia, la possibilità di inserire nel decreto l’iscrizione ope legis al registro dei conciliatori degli avvocati iscritti da almeno 15 anni all’ albo forense e la possibilità di scorporare le ore dei corsi di formazione dedicate agli aspetti normativi, che potrebbero essere gratuitamente acquisite sotto forma di crediti erogati dagli Ordini e dal CNF anche a gruppi di numero indeterminato.

Agli Ordini è stato anche inviato un dossier, predisposto dal gruppo di lavoro sulla conciliazione coordinato dal consigliere Fabio Florio, che raccoglie tutte le iniziative assunte dal Cnf presso il ministero e le proposte e le critiche elaborate dagli Ordini e dalla associazioni.

 

Fonte: www.consiglionazionaleforense.it

 

www.iusreporter.it

A cura dell'Avv. Giuseppe Briganti

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