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06 agosto 2009

Anche la Corte d’appello di Trento solleva questione di legittimita’ costituzionale sull’esclusione dal matrimonio delle coppie dello stesso sesso

Si riporta il comunicato stampa di “Avvocatura per i Diritti LGBT - Rete Lenford”, www.retelenford.it:

Anche la Corte d’appello di Trento solleva questione di legittimità costituzionale sull’esclusione dal matrimonio delle coppie dello stesso sesso.

Anche la Corte d’appello di Trento chiede alla Corte costituzionale di pronunciarsi sulla legittimità dell’esclusione dal matrimonio delle coppie dello stesso sesso, dopo che già il Tribunale di Venezia in aprile le aveva rimesso gli atti in un procedimento analogo.

La vicenda vede coinvolte due coppie, una di donne e una di uomini, che hanno fatto richiesta di pubblicazioni matrimoniali al Comune di Trento vedendosele rifiutare.

«I Giudici di Trento riconoscono che il diritto di contrarre matrimonio rappresenta un momento essenziale di espressione della dignità umana che la Costituzione italiana garantisce a tutti. Negarlo alle coppie omosessuali violerebbe la Costituzione perché discriminerebbe le coppie omosessuali a ragione di una condizione personale quale l’orientamento sessuale», afferma l’Avv. Antonio Rotelli, presidente di Avvocatura per i Diritti LGBT (www.retelenford.it), associazione di avvocati che insieme all’Associazione radicale Certi diritti e altre associazioni LGBT porta avanti l’iniziativa dell’Affermazione civile in tutta Italia (http://www.certidiritti.it/affermazione-civile.html).

Secondo Alexander Schuster, uno degli avvocati delle due coppie ricorrenti e socio di Avvocatura per i Diritti LGBT: «La Corte di appello riconosce che l'amore che lega da anni le due coppie non è inferiore o diverso da quello di ogni altra coppia e che il principio costituzionale della piena ed eguale dignità di ogni individuo non è una mera enunciazione. La decisione di Trento rappresenta una vittoria per tutti coloro che sono impegnati nella lotta contro ogni forma di discriminazione.»

«E’ arrivato il momento – sostiene Francesco Bilotta, coordinatore giuridico della campagna di Affermazione civile – che le migliaia di coppie di gay e lesbiche che vivono in Italia prendano coraggio e rivendichino il loro diritto di sposarsi e formare una famiglia. Speriamo che questa seconda ordinanza di remissione alla Corte convinca molti ad unirsi a chi questo coraggio lo ha già dimostrato».

 

www.retelenford.it

 

 

 

www.iusreporter.it

A cura dell'Avv. Giuseppe Briganti

La PEC ed il dialogo con i cittadini e le imprese, promesse gia’ scadute

Ricerca giuridica sul Web (Copyright immagine clix) La PEC ed il dialogo con i cittadini e le imprese, promesse già scadute

Si riporta il comunicato stampa dell’associazione “Cittadini di Internet”:

Roma, 3 Agosto 2009 – L’arte della comunicazione è una grande arte, gli Italiani ed il sistema produttivo del paese non vorrebbero essere presi in giro da una legge che impone scadenze al sistema già scadute al momento della sua entrata in vigore.
«la legge 69 art. 34 del 18 Giugno 2009 pubblicata nella gazzetta ufficiale il 19 Giugno ed entrata in vigore il 4 Luglio 2009 pone un termine perentorio a tutta la pubblica amministrazione Italiana che abbia siti WEB di indicare nella propria pagina principale l’indirizzo di posta elettronica certificata entro il 30 Giugno 2009 dove i Cittadini tutti, imprese e professionisti, possano interloquire con la stessa ecco il testo integrale dell’ articolo di legge: Art. 34. (Servizi informatici per le relazioni tra pubbliche amministrazioni e utenti) «2-ter. Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili.
La prima scadenza è ormai superata , visto che la legge del 19-giugno è entrata in vigore il 4 luglio 4 giorni dopo la scadenza prevista del 30 Giugno la stessa fine farà la promessa contenuta nell’articolo seguente
2-quater. Entro il 31 dicembre 2009 le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti devono pubblicare il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico. Tali processi devono essere dotati di appositi strumenti per la verifica a distanza da parte del cittadino dell’avanzamento delle pratiche».
Basta andare in giro nella rete per sincerarsene nessun sito della pubblica amministrazione ha fatto quanto prescritto dalla legge neanche quello del Ministro Brunetta, sarà anche impossibile rispettare il secondo termine dichiara Massimo Penco Presidente di cittadini di Internet, visto che manca il primo per attuare una cosa simile occorrono anni e molti soldi invece continuiamo a leggere nelle leggi di questo genere la frase ormai il classico “copia incolla” Dall’applicazione delle disposizioni introdotte dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Cittadini di Internet ha messo a disposizione di chiunque lo voglia una pagina WEB in cui tutti potranno inserire semplicemente copiandolo ed incollandolo in assoluto anonimato il sito della Pubblica Amministrazione privo della PEC nella Home page così come stabilito da una legge della Repubblica Italiana! Cliccando nelle ormai famose faccine www.cittadininternet.org .

https://www.cittadininternet.org

 

 

www.iusreporter.it

A cura dell'Avv. Giuseppe Briganti

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