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20 dicembre 2004
PRIVACY. Rasi: il nuovo Codice tutela la dignita' della persona (www.garanteprivacy.it)
Garante Privacy
Rasi: il nuovo Codice tutela la dignità della persona
“Si può dire che la protezione dei dati personali costituisca una costellazione di diritti con una finalità: la tutela della dignità della persona umana”. Con queste parole il professor Gaetano Rasi, componente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, ha presentato, al seminario Eurispes, il Codice sulla Privacy, in vigore dal primo gennaio 2004.
Il Codice è figlio di una complessa attività normativa: dalla legge n.675/96, prima legge italiana in materia di privacy, al recepimento delle direttive europee, fino alla Carta dei diritti fondamentali di Nizza del 2000 e al recentissimo Trattato costituzionale europeo.
Con l’entrata in vigore del nuovo Codice (decreto legislativo n.196/2003) - ha sostenuto Rasi - si assiste al cambiamento del concetto di protezione dei dati personali: dalla tutela alla riservatezza, sancita nella normativa precedente, ad una più incisiva tutela della persona umana nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell’interessato, nonché della sua dignità. La privacy, secondo il componente dell’Autorità Garante, confluisce e si consolida nel diritto della persona, in linea con la nuova Costituzione Europea che segna il passaggio dell’Europa del mercato all’Europa dei diritti.
I punti caratterizzanti del Codice sono: lo snellimento degli adempimenti, la semplificazione delle modalità di esercizio dei diritti e l’introduzione del “principio di necessità”, cioè l’esigenza di ridurre al minimo l’uso dei dati personali.
Novità interessante - ad avviso del componente del Garante - è la presenza, al suo interno, di una serie di codici deontologici nati per rappresentare alcune categorie e garantire il rispetto e la diffusione dei loro dati personali: il codice concernente l’attività dei giornalisti, il codice di deontologia e buona condotta relativo ai dati personali utilizzati per finalità storiche, statistiche e di ricerca scientifica. Altri sette codici di “seconda generazione” – ha ricordato Rasi - sono in via di elaborazione. Tre di essi toccano in profondità il sistema dei valori fondamentali della persona e della collettività: il Internet, la gestione dei rapporti di lavoro e la videosorveglianza.
[Cominicato del 4 novembre 2004]
Rasi: il nuovo Codice tutela la dignità della persona
“Si può dire che la protezione dei dati personali costituisca una costellazione di diritti con una finalità: la tutela della dignità della persona umana”. Con queste parole il professor Gaetano Rasi, componente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, ha presentato, al seminario Eurispes, il Codice sulla Privacy, in vigore dal primo gennaio 2004.
Il Codice è figlio di una complessa attività normativa: dalla legge n.675/96, prima legge italiana in materia di privacy, al recepimento delle direttive europee, fino alla Carta dei diritti fondamentali di Nizza del 2000 e al recentissimo Trattato costituzionale europeo.
Con l’entrata in vigore del nuovo Codice (decreto legislativo n.196/2003) - ha sostenuto Rasi - si assiste al cambiamento del concetto di protezione dei dati personali: dalla tutela alla riservatezza, sancita nella normativa precedente, ad una più incisiva tutela della persona umana nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dell’interessato, nonché della sua dignità. La privacy, secondo il componente dell’Autorità Garante, confluisce e si consolida nel diritto della persona, in linea con la nuova Costituzione Europea che segna il passaggio dell’Europa del mercato all’Europa dei diritti.
I punti caratterizzanti del Codice sono: lo snellimento degli adempimenti, la semplificazione delle modalità di esercizio dei diritti e l’introduzione del “principio di necessità”, cioè l’esigenza di ridurre al minimo l’uso dei dati personali.
Novità interessante - ad avviso del componente del Garante - è la presenza, al suo interno, di una serie di codici deontologici nati per rappresentare alcune categorie e garantire il rispetto e la diffusione dei loro dati personali: il codice concernente l’attività dei giornalisti, il codice di deontologia e buona condotta relativo ai dati personali utilizzati per finalità storiche, statistiche e di ricerca scientifica. Altri sette codici di “seconda generazione” – ha ricordato Rasi - sono in via di elaborazione. Tre di essi toccano in profondità il sistema dei valori fondamentali della persona e della collettività: il Internet, la gestione dei rapporti di lavoro e la videosorveglianza.
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